Lettera ai Democratici di Puglia
Ai Democratici di Puglia,
mi rivolgo a voi, che con sforzo e passione avete contribuito alla costruzione del Pd, il più grande e ambizioso progetto della politica italiana, il partito dei tanti e non dei pochi.
Mi rivolgo a voi senza mediazioni perché sento e raccolgo una inquietudine profonda che ci attraversa tutti, iscritti, militanti, simpatizzanti, elettori, giovani e credo sia giunto il momento di parlarci, in modo chiaro e leale, come sappiamo, mettendoci la faccia in un tempo in cui la politica spesso si rifugia in alchimie astruse.
La faccia è bene prezioso, nutre e rende leggibile e vera la politica.
Il centrosinistra pugliese viene da cinque anni di buon governo. Anni importanti, in cui abbiamo saputo promuovere e dare del “tu” al cambiamento sapendo innovare e sperimentare ciò che in altre regioni del Sud non è accaduto.
Luoghi comuni e stereotipi consolidati fanno del Sud, nell’immaginario di tanta parte del paese, un luogo dedito allo spreco , alla clientela, all’assistenzialismo, dove rifiuti per strada e criminalità sono il tratto distintivo di una parte dell’Italia che viene vissuta come qualcosa di cui disfarsi poiché zavorra per lo sviluppo e la modernizzazione dell’intero paese.
Di tutto questo la Puglia ha saputo narrare un’altra storia.
Alzare lo sguardo e la schiena producendo in tantissimi settori un Mezzogiorno fatto di orgoglio civico e sviluppo, provando a vincere la sfida con la modernità senza tradire l’affetto per la propria terra, sapendo di giocare una partita che, se vinta, non vale solo per se ma è uno spiraglio, un fiato di speranza, per l’intero Mezzogiorno e per l’Italia.
Una Italia che sa che proprio qui, dove la Puglia bagna le sue coste, in un mare antico, si gioca una delle scommesse più importanti per il futuro dell’intera Europa; quel Mediterraneo, porta aperta su tre continenti, crocevia di pace, crogiuolo di nuovi legami di civiltà, produzione di nuovi scambi e nuove opportunità di sviluppo.
Tante le scommesse vinte: la costruzione di una protezione civile capace di spegnere fuochi cattivi , preludio di nuova cementificazione e devastazione del territorio, capace di non farci andare in ansia se piove troppo, perché l’incuria di anni mette a rischio pezzi di Puglia diventando matrigna, o di imprecare se non piove affatto, dove gli invasi che si svuotano ci ricordano quanto l’acqua sia un bene prezioso.
Una Puglia capace di raccogliere la sfida delle energie rinnovabili come paradigma di un nuovo modello di sviluppo, dove la qualità dell’ambiente prova a non tenere su una trincea minata (come accade da troppo lungo tempo in una città come Taranto) il diritto alla salute e alla vita con il diritto al lavoro.
Una Puglia capace di scommettere e di investire sul talento giovanile, sui loro “bollenti spiriti” in un contratto etico con il quale promuovere ricerca, specializzazione e nuova formazione, da riconsegnare poi alla disponibilità della loro terra.
Una Puglia in grado di occuparsi del disagio, delle famiglie, di chi per troppo tempo ha sentito la diversa abilità come una “cattiva condizione”, costruendo un assessorato che prima del 2005 non esisteva affatto.
Traguardi che dall’urbanistica ai trasporti, dal turismo, all’arte e alla cultura ci consegnano una Puglia differente, sicuramente più adeguata alle sfide del presente rispetto a quella che avevamo trovato 5 anni fa.
Persino nella Sanità, dove pure un intreccio “antico” tra gestione e indirizzo ha pesato e dove c’è ancora molto da fare, si è saputo operare meglio di quanto non accadeva in precedenza.
Dall’abolizione dei ticket sin dalla fine del 2005 all’ammodernamento dell’apparato tecnologico per la diagnostica (come l’acquisizione della PET TAC presente già in alcune provincie pugliesi e programmata in tutte le altre), rappresentano uno sforzo importante, anche se non ancora decisivo, per far sentire i cittadini pugliesi bisognosi di cure non cittadini di serie B rispetto a quelli di altre regioni italiane.
Ecco, il punto politico che ci interpella oggi , è come proseguire sulla strada del cambiamento.
La destra italiana intende trasformare le prossime elezioni regionali in elezioni politiche di medio termine , è necessario impedire che queste si trasformino in una deriva plebiscitaria per Berlusconi. Al fine di evitare, come affermato dallo stesso Fini, che il Presidente del Consiglio scambi il consenso elettorale nel suffragio ad un monarca. Dal 2005 ad oggi lo scenario politico in Italia come in Puglia è notevolmente mutato.
Il centro sinistra, con alla testa Nichi Vendola, che vinse le scorse elezioni regionali, oggi, ha la necessità per potersi riconfermare alla guida della Regione, di fondare una nuova alleanza più larga ed in grado di contrastare il disegno nordista del governo nazionale, ponendo le basi, a partire dalla prossima primavera, in Puglia come in Italia, di un progetto di alternativa al berlusconismo reazionario e antimeridionale.
Il Presidente Vendola nel mettere in campo la sua ricandidatura , ha per primo riconosciuto tutto ciò.
Senza una alleanza più larga che vada oltre il centro sinistra , si rischia seriamente di riconsegnare alla destra di Fitto , Mantovano e Tatarella la nostra Regione interrompendo quella straordinaria stagione che ha saputo guardare a se finalmente con occhi di fiducia e che fondendo il meglio del civismo, delle esperienze popolari e la forza e il progetto dei partiti ha costruito quello straordinario processo di liberazione civile e morale chiamato “Primavera Pugliese”.
Di questo sento in primis la responsabilità; prima di ogni altra cosa come Segretario del Pd e come uomo.
Il partito democratico ha la responsabilità più grande e importante. Continuare sul terreno del cambiamento.
Ecco il nostro ruolo, responsabile e infaticabile; garantire con coraggio e determinazione che il capitale morale, elettorale ed emotivo della “primavera pugliese” non venga disperso ma anzi trovi nuovo vigore e nuova linfa nell’aggregare nuove forze e politiche e sociali in questo ardito progetto di modernizzazione.
Non è facile. Noi volgiamo continuare a governare la Puglia, per continuare a trasformarla.
Per noi è prioritario impedire il ritorno di coloro che tanti danni hanno recato alla nostra regione, o peggio di coloro che vorrebbero conquistarla ad un disegno politico nordista.
Siamo al lavoro. Senza sotterfugi o tradimenti, vorrei che questo fosse chiaro a tutti. Nessuna parola rimangiata, nessun tentennamento, nessuno sbandamento. Solo la fatica quotidiana e doverosa per continuare ad essere protagonisti del cambiamento. Solo la consapevolezza alta e nobile della responsabilità del Pd in questo quadro.
L’UDC e l’IDV , decisivi partner di questa rinnovata stagione di cambiamento, in Puglia come nel resto delle regioni in cui si andrà al voto, ci chiedono discontinuità, ponendo al presidente Vendola la richiesta di un passo indietro per la guida di questa nuova stagione.
E’ chiaro a tutti , per primo al Presidente Vendola, che senza una nuova alleanza che contempli anche l’UDC il rischio di interrompere qui questo processo è assai concreto.
Ecco perché chiedo all’amico Nichi Vendola di farsi carico di questa responsabilità e di individuare insieme a me a al PD una personalità che raccolga la sua storia e la stagione di cui insieme al PD, al centro sinistra e a tanta parte della gente pugliese è stato protagonista.
Ora è necessario .
A volte fare un passo indietro può solo apparentemente raccontare un indietreggiamento, a volte quell’apparente indietreggiare è come tendere l’elastico per rilanciare più avanti e con più forza il progetto della Puglia migliore.
Cari democratici e democratiche , ecco perché ho scelto di rivolgermi a voi, perché condividiate con me la necessità di far vivere questa stagione.
In questo momento il PD di Puglia ha questa responsabilità ed intende farsene carico. Dopo aver provato in tutti i modi a costruire intorno alla figura del presidente Vendola l’alleanza per il Sud, oggi chiede con forza proprio a lui di costruisce le condizioni migliori per la vittoria.
L’UDC e l’IDV ci chiedono di rendere disponibile una nostra personalità che renda concreta questa nuova coalizione.
Di ciò ragioneremo nelle prossime ore negli organismi del partito e con tutti i democratici di Puglia ,affinchè la vicenda di questi anni formidabili non resti una parentesi di una terra del Sud della nostra penisola ma il riflesso di un bisogno universale delle genti meridionali.
SERGIO BLASI
Segretario Regionale PD Puglia
Il ritratto: il re della Taranta cresciuto nel PCI

Ne ha fatta di strada il figlio di emigranti cresciuto a rock e bandiere rosse: Blasi Sergio, classe 1963 da Melpignano, sindaco della Taranta finiso sulle tv nazionali. Dal piccolo paese di duemila anime alle soglie della segreteria del Pd pugliese
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da Quotidiano di Puglia di martedì 27 ottobre
Accordo tra Sergio Blasi e Enrico Fusco

“I temi politici proposti da Enrico Fusco, candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico non ammesso alle primarie del 25 Ottobre 2009, fanno parte da oggi della piattaforma politica programmatica della mozione di Sergio Blasi.
E’ necessario un netto cambio di passo nell’affrontare i diritti sociali che non possono e non devono essere visti in modo antitetico (o, comunque, disgiunto) dai diritti civili. Questa lettura consente la definizione di una idea di società, che manca ancora al nostro Partito Democratico.
Green economy
Il rifiuto del NUCLEARE deve essere sancito come principio, anche alla luce della necessità di trovare in Puglia una strategia per l’utilizzo delle energie ecocompatibili e rinnovabili, al fine di consentire ai territori di coglierne l’opportunità di crescita economica ed occupazionale: il wellness diventa welfare se, per esempio, i parchi eolici in Capitanata rientrassero in una visione globale della Puglia, che renda effettivamente compatibili energie e difesa del territorio.
Occorre sovvertire la logica del colonialismo industriale, come accaduto in anni passati a Brindisi, a Taranto, a Manfredonia; reagire e fronteggiare i diktat del mercato per gestire e risolvere in Puglia questioni come il dissesto idrogeologico, la dipendenza idrica (e quindi affrontare il nodo dell’Acquedotto Pugliese o quello della Diga di Occhito), o come l’inquinamento da diossina (vedi il caso Avetrana).
Politiche per l’ambiente e politiche per la salute sono il tema di un nuovo welfare che non si limita a dare assistenza generica o a intervenire per tamponare le emergenze sociali, ma che diventa programmazione strategica a lungo raggio.
Occhio vigile sulla proprietà e la gestione dell’acqua che devono restare patrimonio comune della Puglia e dei Pugliesi. Il Partito si deve impegnare su questo fronte e provare a fare diventare quella rete capillare un business per gli stessi cittadini, sfruttandola, per esempio, per farvi passare fibre ottiche per portare la banda larga in tutte le case a costo “zero” per gli utenti.
Precarietà bilanciata
La precarietà lavorativa va affrontata in chiave nuova e propositiva, in ragione del gran parlare di crisi e di ripresa economica: l’Italia deve riflettere sulla “flexecurity”, ovvero salario di base, ovvero salario minimo garantito. La flexecurity tende a invertire la logica della Riforma Biagi, ossia non scarica i costi del mercato flessibile sui lavoratori, cui garantisce, invece, una forte protezione sociale: la Puglia su questo deve essere apripista, così come già avvenuto con alcuni programmi regionali innovativi (Bollenti Spiriti e Ritorno al Futuro).
E’ una scelta politica necessaria in quanto basata sulla protezione delle persone in vista del raggiungimento di una maggiore coesione del sistema sociale nel suo insieme, e può risultare importante per ridurre le insicurezze e le disuguaglianze, quando queste si sostanziano in occupazione sommersa ed illegale, accrescendo la cultura di comunità.
La cultura di una comunità è data anche dall’attenzione strategica verso il mondo dell’Alta Formazione, della Ricerca e della Educazione che il partito democratico deve avere.
La centralità del ruolo dell’istruzione e la valenza strategica della formazione sono temi importanti non soltanto per l’elaborazione politica, quanto, soprattutto per l’identità del nostro partito nel più ampio contesto della questioni del Mezzogiorno
Non ci può essere mobilità sociale o crescita economica senza apprendimento, studio e cultura. I “cervelli” non sono solo quelli che si cerca di “far rientrare”: per noi “cervelli” sono le migliaia di insegnanti precari costretti a emigrare a causa della Riforma Gelmini, le migliaia di studenti universitari costretti a pagare affitti esorbitanti per poter risiedere nelle città universitarie e tutti i ricercatori e docenti Universitari pugliesi a cui la destra ha deciso di tagliare i finanziamenti.
Il sostegno alla scuola ed all’università pubblica è un dovere civico, attraverso il quale dare attuazione ai disposti egualitari e antidiscriminatori contenuti nella nostra Carta Costituzionale.
Verso una idea di società
Il Partito Democratico pugliese deve favorire il cambiamento della cultura di comunità proponendo una idea di società che non discrimina donne, migranti ed omosessuali, ed affronta il problema della discriminazione con coraggio, perché è un problema di democrazia.
Il cambiamento, necessariamente culturale, deve riguardare l’accesso e la partecipazione delle donne alla vita lavorativa, di partito ed istituzionale: mondi poco accoglienti, poco flessibili e chiusi alle istanze femminili, dove è difficile conciliare la vita privata e quella familiare e che inducono le donne a “rinunciare” alla ricerca attiva e adeguata di un lavoro o dell’inserimento nelle istituzioni o nel Partito.
Il Partito Democratico non deve rivolgersi all’universo femminile solo per riempire le caselle riservate alle donne dalle norme antidiscriminatorie, ma deve favorire la loro partecipazione ordinaria e paritaria alla vita del partito e delle istituzioni: per questo è necessaria la modifica statutaria al fine di stabilire la presenza obbligatoria delle donne negli organigrammi del partito pari al 50% .
Consideriamo assai determinante l’impegno del Partito Democratico pugliese, contro le discriminazioni di genere e di quelle dettate dall’orientamento sessuale dei cittadini.
L’esempio da seguire è quello della Regione Piemonte, di imminente approvazione, che detta norme contro tutte le discriminazioni.
Leggi come questa fanno crescere il grado di civiltà della nostra società, perché sanciscono diritti, fanno cadere barriere, danno pieno riconoscimento alle diversità, rendendo cosi più piena l’attuazione del dettato della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea in materia di uguaglianza e dignità delle persone proclamata a Nizza nel 2000 e confermata dal trattato di Lisbona.
Si tratta di leggi per andare incontro, con provvedimenti di servizio ed azioni chiaramente individuate, a tanti problemi derivanti da pregiudizi e stereotipi che ancora esistono in materia di riconoscimento delle pari opportunità a tutte le persone senza distinzione di razza, orientamento sessuale o identità di genere, condizione personale.
Il Partito, ad iniziare da quello regionale, deve prendere posizione netta in favore della pari dignità e dei pari diritti delle coppie non sposate, etero ed omosessuali, secondo il principio di uguaglianza e senza veti ideologici.
Il Partito deve esprimere un chiaro “si” sui temi considerati eticamente sensibili, come quelli, a titolo non esaustivo, del testamento biologico, della libertà di cura e procreazione assistita, .
Tutte le questioni citate rappresentano diritti costituzionalmente garantiti e non possono essere rimessi alla sensibilità personale e il Partito deve dimostrare nei fatti di volere una società che includa e che non discrimini, sul presupposto che le società che non discriminano donne, migranti ed omosessuali, sono quelle più vivibili e che rendono i talenti liberi di creare.
Il Partito
Quello Democratico non deve essere il partito degli eletti, specialisti della politica e che usano i militanti come comitati elettorali permanenti; i gazebo sono il braccio armato di questa concezione del partito, mentre i circoli devono recuperare la loro funzione di contatto con il territorio e con i bisogni dei cittadini, tornare ad essere l’anello di congiunzione tra le istituzioni rappresentative e la volontà popolare, senza dimenticare le nuove tecnologie, che consentiranno un referendum popolare continuo sulle grandi scelte politiche e sociali che il Partito sarà chiamato ad assumere.
I dirigenti del Partito devono poter ricoprire incarichi istituzionali ma non devono trovarsi in conflitto di interessi tra funzione istituzionale e attività del partito stesso.
Il Partito, infine, deve riconoscere i giovani come parte determinante nella formulazione di proposte e di iniziative politiche e deve valorizzarli in ruoli anche decisionali.
La formulazione di criteri rigidi, non equivoci e di facile interpretazione per la formulazione delle liste elettorali, con primarie interne ed il limite di tre mandati, sono la via da seguire per favorire il ricambio della classe dirigente del Partito Democratico della Puglia”.
SERGIO BLASI
ENRICO FUSCO
Sergio Blasi:«se vogliamo cambiare davvero dobbiamo cominciare da noi»
La lettera del candidato della mozione Bersani al Sindaco di Bari Michele Emiliano

Caro Michele,
ti scrivo nelle fatiche di questi ultimi giorni di campagna congressuale.
Mi permetto di riflettere a voce alta.
Ho letto sulla stampa di oggi (15 ottobre) le imponenti iniziative in termini di comunicazione ( manifesti, spot televisivi, agenzie super qualificate e costose, feste in locali glamur della provincia barese), da te messe in campo per le primarie del 25 ottobre.
Penso a ciò che dovrebbe essere questo partito, una discussione franca sul futuro del PD, sulle ragioni della sua stessa nascita e della sua esistenza.
Sul fatto che lo abbiamo costruito per essere in grado con la nostra presenza di combattere i luoghi dove si annidano le disuguaglianze e dove le nuove forme di disagio sociale hanno bisogno di una forza di popolo ” in grado di combattere, in un mondo come questo dominato dai padroni del denaro e della comunicazione e dove non è più chiaro che cos’è il vero e cosa è il falso.” ( A. Reichlin)
Per questo 7.000 circoli e più di 400mila iscritti al pd si sono trovati, hanno discusso e dibattuto.
In un partito dove c’è il rischio che contino solo i notabili in lotta per conquistare una qualche carica, è difficile che ci possa essere spazio per la vita delle persone, o di tante giovani intelligenze e talenti in grado di concorrere alla costruzione di una nuova idea di società.
E allora, perchè spendere tanti soldi in una battaglia che dovrebbe essere fatta di idee , di politica, di progetti concreti per la nostra regione ?
Credo, e lo dico anche all’amico Guglielmo, che sarebbe opportuno che noi tre ci vedessimo al più presto per riconsegnarci anche in questi ultimi giorni di campagna congressuale ad una idea della politica sobria e rispettosa della vita di tante persone, di quelle tante persone che in questi giorni hanno perso l’unico posto di lavoro che avevano, o di quei tanti operai che stanno consumando le loro giornate contando le ore di cassa integrazione o ancora dei tanti imprenditori piccoli ma ingegnosi, che pure conosciamo esserci nella nostra terra, che hanno impegnato magari le risorse di famiglia e che oggi sono strozzati dalla crisi.
Te lo chiedo, Michele, proprio per il rispetto che dobbiamo a questa gente e a questa terra , e per i tanti e tante che volontariamente stanno investendo tempo ed energie per questo partito.
Collegio Puglia 12
Nazionale
con Bersani
| 1 | Malagnino | Ugo |
| 2 | Battista | Francesca |
| 3 | Panini | Enrico |
| 4 | Semeraro | Anna |
| 5 | Corigliano | F. Antonio |
| 6 | Schiavone | Elisabetta |
| 7 | Saracino | Cataldo |
| 8 | Convertini | Annunziata |
| 9 | Vico | Ludovico |
Regionale
con Blasi – La Puglia in testa
| 1 | Mazzarano | Michele |
| 2 | Cascarano | Maria Grazia |
| 3 | Margiotta | Martino |
| 4 | Leone | Annarita |
| 5 | Di Cataldo | Ivano |
| 6 | La Sere | Rosaria |
| 7 | Nico | Giuseppe |
| 8 | Di Maggio | Mina |
| 9 | Piccoli | Donato |
| 10 | Caramia | Floriana |
| 11 | Valente | Pietro |
| 12 | Lacaita | Stefania |
| 13 | Grippo | Donatello |
| 14 | Nardelli | Francesca |
| 15 | Pantassuglia | Raffaele |
| 16 | Tomaipitinca | Maria |
| 17 | Gianfreda | Gianpiero |
| 18 | Guida | Antonella |
con Blasi – Noi Democratici
| 1 | Pelillo | Michele |
| 2 | Lemma | Anna Rita |
| 3 | Mineo | Luciano |
| 4 | Chiatante | Teresa |
| 5 | Santoro | Luciano |
| 6 | Cinieri | Ilaria |
| 7 | De Gregorio | Luciano |
| 8 | Fretta | Maria Gabriella |
| 9 | Di Todaro | Emanuele |
| 10 | Patruno | Marisa |
| 11 | Fabbiano | Stefano |
| 12 | Marinò | Rosanna |
| 13 | Sgobba | Domenico |
| 14 | Nocera | Anna |
| 15 | Papa | Valerio |
| 16 | De Pasquale | Maria Grazia |
| 17 | Borsci | Alexandro |
| 18 | Macrì | Tiziana |
Collegio Puglia 12:
TUTTI I COMUNI DELLA PROVINCIA DI TARANTO


