“Il lavoro che non ha termine. In Puglia si può.” 0
Il tasso disoccupazione nel quarto trimestre 2009 è salito all’8,6%, il livello peggiore dal 2001. E se i Ministri del centrodestra, di fronte a questi dati dell’Istat, si affrettano a gettare acqua sul fuoco, continuando a far finta di non capire la gravità del problema e rassicurando che altrove la situazione non è migliore, viene da chiedersi se credono che queste loro dichiarazioni daranno maggiore serenità ai milioni di disoccupati e di giovani senza lavoro e se daranno da mangiare a tutte quelle famiglie ridotte in una situazione gravissima.
Sembra quasi una dichiarazione cinica quella che, nel momento in cui si prende atto dei danni che crea la disoccupazione nella vita di una persona, nel momento in cui essa finisce con lo sconvolgere la vita di una famiglia, rassicura che la situazione non è peggiore a quella di altri Paesi.
La mancanza di lavoro significa, per la persona che ne è colpita, un trauma nel proprio modo di essere. E’ la vita che cambia, che perde valore e la dignità viene gravemente intaccata.
L’incapacità di dare risposte costruttive, la sordità verso questo gravissimo problema è il segno del clima di indifferenza di questo Governo verso i problemi reali del Paese. In una situazione disastrosa, come quella fotografata dall’Istat, il Governo non ha trovato infatti nulla di meglio da fare che facilitare le norme per il licenziamento dei lavoratori. Se il lavoro grazie a questi provvedimenti diventa sempre più insicuro ed ostile, l’esperienza lavorativa viene a perdere la sua funzione di integrazione sociale e realizzazione della dignità di un individuo, divenendo un grave fattore di rischio per la qualità della vita dei lavoratori. E a nulla varranno signor Presidente del Consiglio i suoi reiterati appelli contro i magistrati, il tentativo di spostare continuamente l’attenzione dalle situazioni critiche in cui versano i giovani, i lavoratori, i pensionati, tutte quelle categorie che risentono maggiormente degli effetti della crisi economica.
Ecco perché io credo che nessun altro impegno possa venire prima di quello di ridare lavoro ai lavoratori, ai giovani. Sarà questa la mia battaglia politica, questa la scelta e la promessa che faccio ai miei cittadini. Voglio che ognuno di voi abbia fiducia in questo mio impegno. Sarà una battaglia per la civiltà perché un Paese civile non può dirsi tale se non è capace di garantire il lavoro ai suoi cittadini. Farò questo per il bene di noi tutti, per il rispetto che ho della politica e del vivere comune, per sovvertire questo insopportabile clima di indifferenza che cerca di coprire tutto e tutti. Dalla Puglia nasce una nuova storia, un messaggio di speranza, di fiducia, di voglia di ritrovarsi sui temi veri e reali che ognuno di noi ha di fronte. In questi giorni di campagna elettorale ho ascoltato tanti cittadini, ho vissuto le loro preoccupazioni, ho chiesto scusa per gli errori fatti, scusa per l’incapacità che a volte c’è stata nel saper ascoltare, ma ho sentito forte in voi, nei vostri abbracci, nelle strette di mano, una volontà sana di scrivere una storia diversa per questo nostro Paese. Come ho detto molte volte, e come so essere necessario, questa mio impegno non potrà essere realizzato senza i vostri sforzi.
Grazie.
Sergio Blasi




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