SERGIO BLASI: “Dobbiamo fare in modo che i nostri figli possano tornare ad avere fiducia in sé stessi” 0
Dobbiamo immaginare un futuro in cui i figli possano avere una qualità della vita migliore di quella dei padri, perché questa è la storia normale dell’umanità e anormale è invece il fatto che se si domanda ai nostri figli come vedono il loro futuro, più del 90% risponderà che lo vedono peggiore del presente. Non possiamo permettere questo.
I nostri genitori hanno lavorato duramente, nei nostri paesi o, da emigranti, all’estero in situazioni spesso disperate, ma sempre con la certezza che i loro sacrifici servivano a costruire il futuro dei figli.
Lavoravano pensando di mettere da parte un po’di soldi per comprare la casa dei figli, perché quella casa era il modo di prospettare un futuro più sereno e felice. Oggi queste prospettive sembrano non esserci più: dobbiamo fare in modo che i nostri figli possano tornare ad avere fiducia in sé stessi, ad avere la possibilità di mettersi in gioco con tutte le proprie risorse, a sviluppare il loro potenziale, ad avere obiettivi realizzabili in rapporto alle proprie capacità e, una volta raggiunti, avere il desiderio, l’ambizione di migliorarli.
Oggi il lavoro non è più parte importante dell’esistenza di ognuno di noi; non è riconoscimento e gratificazione di sforzi fatti per decenni; non è più forma di valore e dignità della convivenza civile. E’ solo precarietà che impedisce di fare progetti, di creare una famiglia, di sognare un futuro felice. Oggi le case si possono comprare solo se ci si indebita per due generazioni e assistiamo al fenomeno che i figli sono costretti a tornare ad abitare con i genitori. Che futuro è questo? Che vita è questa? Dobbiamo ripartire dal dare speranze.
Alla domanda “cosa vorresti fare da grande?”, non sarà più possibile rispondere “non lo so, dipende dal fatto di riuscire a trovare un lavoro”, come avviene attualmente nella la stragrande maggioranza dei giovani. Senza la possibilità di immaginare un futuro, si toglie loro ogni stimolo, si annulla la fiducia in se stessi, la capacità di assumere responsabilità. In questo modo muoiono i desideri, le aspirazioni e si alimenta lo scontento e la disperazione.
Ecco perché il lavoro, il lavoro per i giovani è e sarà sempre la mia prima preoccupazione e il mio primo impegno da rispettare: farò in modo che sia la politica, la buona politica a dare le risposte necessarie a prospettare un futuro migliore per i nostri figli. Se non ne sarò capace, avrete tutti i motivi per non credere in me.



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